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Rifiuti, Rap presenta progetto alla Regione per un centro di raccolta in via Pacinotti

"Il Comune dovrà mettere a punto con la Rap - spiega Putrone - il sistema migliore per l'identificazione degli utenti. Questo perché ad applicare lo sconto sulla Tari sarà proprio il Comune". In attesa del centro comunale di raccolta dovrebbe "alleggerire" la pressione sulla discarica di Bellolampo che, dopo l'apertura anche ai Comuni della provincia, sta a poco a poco riducendo la sua autonomia. Risulta così fondamentale la realizzazione della settima vasca. Alla Regione è ancora in itinere l'iter amministrativo per l'ampliamento della discarica: serve la Via (Valutazione integrata ambientale) e il nulla osta della commissione regionale dei Lavori pubblici, chiamata a valutare la fattibilità tecnica ed economica del progetto.

Si tratta di autorizzazioni preliminari per far scattare la gara d'appalto per i lavori. "Se i tempi burocratici si allungheranno oltre misura - conclude Putrone - ci potrebbero essere dei problemi. Per evitare la saturazione della discarica sarà una corsa contro il tempo".



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Primo parco nazionale italiano, offre paesaggi alpini di grande bellezza

Il parco e la sua storia

Il Parco nazionale Gran Paradiso si estende su 70.000 ettari di territorio d'alta montagna, tra gli 800 metri di fondovalle e i 4.061 metri del Gran Paradiso.

In Valle d'Aosta, il Parco nazionale Gran Paradiso ha tre centri visitatori, a Cogne, Valsavarenche e Rhêmes-Notre-Dame. I centri visitatori permettono di approfondire in ogni stagione i vari aspetti naturalistici dell'area protetta.

Da non perdere, a Cogne, il  giardino alpino Paradisia , soprattutto a luglio, quando molte delle oltre 1.000 specie del giardino sono in piena fioritura.

La  storia del Parco nazionale Gran Paradiso  è legata alla protezione dello stambecco. Nel 1856, infatti, il re Vittorio Emanuele II dichiarò queste montagne riserva reale di caccia e salvò così lo stambecco dall'estinzione. Il re creò anche un corpo di guardie specializzate e fece costruire una rete viaria per la protezione della fauna e per le escursioni. Nel 1920, Vittorio Emanuele III donò la riserva allo Stato italiano perché ne facesse un parco. Il Parco nazionale Gran Paradiso fu effettivamente istituito nel 1922.

Gli animali del parco

È difficile fare un'escursione nel Parco nazionale Gran Paradiso senza avvistarne gli animali, spesso anche da vicino.

Lo stambecco, simbolo del parco, è piuttosto confidente e si incontra facilmente al pascolo. I maschi, riconoscibili dalle lunghe corna ricurve, vivono in piccoli gruppi, mentre le femmine, dalle corna più corte, restano con i piccoli.

Anche il camoscio è comune, ma assai più schivo e difficile da osservare.

Altro protagonista del parco è la marmotta, simpatico roditore che scava lunghe gallerie per sfuggire ai pericoli e preparare il letargo invernale.

Tra gli uccelli sono rappresentati i rapaci, come l'aquila reale, e molti piccoli passeriformi.

Acquisizioni recenti del parco sono il gipeto, grande avvoltoio scomparso nel 1912 e tornato sulle Alpi per un progetto internazionale, e la lince, splendido, piccolo predatore.

La flora del parco

Nei boschi di fondovalle si trovano larici, abeti rossi, pini cembri e abeti bianchi. Salendo, gli alberi sono sostituiti prima dai pascoli alpini, ricchi di fiori in primavera, poi da rocce e ghiacciai.

Tra i fiori rari del Parco nazionale Gran Paradiso ricordiamo: la  Potentilla pensylvanica , che cresce nei prati aridi sopra i 1.300 metri; l' Astragalus alopecurus , che si trova solo in Valle d'Aosta; l' Aethionema thomasianum ; la  Linnaea borealis , un relitto glaciale che ha trovato rifugio nei boschi di conifere; la  Paradisea liliastrum , un giglio bianco da cui prende il nome il giardino alpino Paradisia di Cogne.

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